Il ponte a metà Saint-Bénézet di Avignone

Avignone è una città piena di fermento. Dal 1947 ogni estate si tiene il Festival d’Avignon, dedicato al teatro, con un numero incredibile di spettacoli che si spalmano su tre settimane. Spettacoli, opere, balletti, letture, mostre, film, dibattiti.  Custodita in un cerchio di mura del ‘300, è accarezzata su un solo lato da uno spesso tratto del fiume Rodano.

I palazzi monumentali e le strade lastricate del centro hanno una sfumatura ocra particolare: all’ora del tramonto diventa oro, per poi raffreddarsi, lasciando trasudare nuance violette come la lavanda provenzale che pervade l’aria. La città fu sede del Papato nel Medioevo. Tutto ha avuto origine nel 1305 quando venne eletto Papa il francese Clemente V, arcivescovo di Bordeaux. Non mise mia piede a Roma per via di tensioni e guerre intestine, e quattro anni più tardi decise di spostare ufficialmente la sede papale. Da allora al 1377 ci furono sette papi avignonesi. Oggi il colossale edificio che li ha ospitati è considerato il più grande palazzo gotico d’Europa. Passeggiare nel suo grande parco Rocher des Doms regala una vista mozzafiato sulla campagna circostante, sulle acque del fiume e sulla vicina Ile de la Barthelasse, un’isola collegata alla terraferma da una navetta fluviale gratuita.

Il simbolo di Avignone? Il ponte dimezzato di Saint-Bénezet. Costruito in pietra e legno nel 1185, ricostruito in muratura nel 1237 e crollato più volte nel ‘600, ha un fascino magnetico. Un punto ideale per godere del vento continuo della città. Si tratta del Maestrale, il principale di tutti i venti, e si ha quando correnti di aria polare o artica irrompono nel Mar Mediterraneo occidentale dalle coste della Provenza. In queste circostanze, le masse d’aria provenienti da Nord, si incanalano lungo la valle del Rodano. Amico dei navigatori e di noi turisti, è un vento estivo che alleggerisce di parecchio il caldo.

3 settimane ago