La polenta dell’Osteria da Nando di Aosta

A volte basta poco per passare un fine settimana lontano dalla solita routine cittadina. Per esempio, basta prendere un treno da Torino, e scenario dopo scenario, arrivare in meno di due ore in una delle città montane più affascinanti del nord Italia, Aosta. È in una valle interamente circondata da montagne altissime, a ben 583 metri di altezza sul livello del mare. La leggenda racconta che venne fondata nell’anno 1158 a.C. con il nome di Cordelia, da Cordelo, capostipite dei Salassi, discendente di Saturno e compagno di spedizione di Ercole. Qualsiasi sia la verità sul suo passato remoto, una cosa è certa: il segno del successivo passaggio degli antichi Romani è ben presente e risale alla fine della seconda guerra punica, quando Roma rivolse la sua attenzione verso le Alpi, dove i Galli, alleati dei Cartaginesi, rappresentavano una notevole minaccia.

La scelta per il pranzo non può che ricadare in quel che forse è il miglior ristorante della città: l’Osteria da Nando. Nel menu c’è solo l’essenziale: pochi piatti (spesso indice di serietà e qualità), sempre freschi e preprati con grande maestria. Il tagliere di salumi e formaggi è da leccarsi i baffi, abbondante e accompagnato da miele caldo e castagne.

Due must have: gli spaghetti alla chitarra con fontina, lardo d’Arnad e la polenta della casa, con fonduta alla valdostana e uovo al tegamino. Si tratta di una farina integrale ottenuta dalla macinazione di antiche varietà di mais a bassa resa produttiva (questa l’azienda locale). Particolarmente gustosa e rustica, è possibile anche comprarla sfusa nella vicina champagneria La Bottegaccia – che vende anche ottime bottiglie di vino valdostano, tra le altre cose. Per concludere il pranzo Da Nando, dolci del giorno e tre miscele di caffè tra cui scegliere in base ai propri gusti. Una sola raccomandazione: prenotare, prenotare, prenotare prima!

4 mesi ago